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Questo il commento clou del colloquio tenuto la sera del 2 maggio nella sala dell’ex refettorio di San Pietro dal prof. Massimo Borghesi - ordinario di Filosofia morale dell’Università degli Studi di Perugia - con il prof. Matteo Carletti – presente mons. Ceccobelli e alcuni membri dell’associazione culturale “Benedetto XVI” – sulla figura di Cristo e la sua presenza nella vita culturale di oggi. «Non si può più non credere oggi, non più non rispondere alla chiamata di questa figura storica e attuale del Cristo, oggi dopo che la grande illusione dell’ideologia marxista è caduta nell’89 lasciando l’amaro sapore di delusione e disillusione, che però non è e non può essere un vuoto di fede. Il Concilio Vaticano II è stato in questo senso una vera e propria svolta, uno spartiacque nella storia della Chiesa che ha permesso di riscoprire l’età dei Padri e di riattualizzare il Cristianesimo originario». Così il professore ha concluso il suo illuminante intervento, ricordando poi anche la straordinaria figura di papa Benedetto XVI, che «è la testimonianza più attuale e concreta della vera fede, con la sua semplicità e umiltà ha sbalordito l’intellighenzia europea, dando prova che il vero potere viene dai gesti del cuore, occorre riscoprire il potere del dialogo e farsi unità». L’incontro ha concluso il calendario di iniziative e proiezioni di pellicole a tema incluse nel pacchetto culturale “Gesù nostro contemporaneo. Il volto di Cristo nel cinema e nella cultura”, patrocinato dalla Diocesi eugubina in collaborazione con Cinema Astra e Mibac, sulla scia del programma promosso dalla Cei e concluso a Roma scorso febbraio. [BeP]
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