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dal libro:
65 MILIONI DI ANNI FA
CHI UCCISE I DINOSAURI?
NELLE ROCCE DI GUBBIO
LA CHIAVE DEL MISTERO
La Gola del Bottaccione
scrigno del passato
EDIZIONI “EDIMOND”
a cura di Fernanda e Dino Clementi
prefazione di Piero Angela e Walter Alvarez
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Gli autori:
Fernanda Faramelli in Clementi si è laureata
in Scienze naturali discutendo una tesi sperimentale
sulla «produttività primaria delle acque
aperte del lago Trasimeno». Pur avendo conseguito
l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole
superiori, ha preferito dedicarsi ad insegnare, ai ragazzi
della scuola media, matematica e osservazioni scientifiche.
E’ nata e vive a Gubbio. E’ docente di ruolo
della scuola media statale «Ottaviano Nelli»
di Gubbio.
Dino Clementi, laureato in giurisprudenza, è
stato pubblicista dal 1961. E’ nato a Gubbio.
Ha fondato e diretto la rivista “Gubbio Arte”
e ha coltivato per tutta la vita interessi molteplici,
lasciando in eredità un impegno umano ed intellettuale
di grande ricchezza. E’ stato dirigente e segretario
della Comunità montana “Alto Chiascio”
di Gubbio.
La scomparsa dei dinosauri dalla Terra è sempre
stata avvolta da un alone di mistero, dovuto alla difficoltà
di stabilire le cause di tale estinzione, e proprio
per questo è stata il centro di interesse di
studiosi da tutto il mondo. Negli ultimi quindici anni,
però, fulcro di queste richieste sono state le
rocce della gola del Bottaccione, alle porte di Gubbio,
e questo ampio saggio riporta in modo puntuale e suggestivo
gli studi e le avvincenti scoperte che qui sono stati
condotti. Le rocce del Bottaccione, infatti, offrono
una stratigrafia di sedimenti così perfetta e
globale che la gola è stata definita “archivio
della terra”, perché consente di studiare
un periodo della storia geologica compreso fra i 140
e i 30 milioni di annida. Nel 1978, attraverso l’esame
delle rocce del Bottaccione, la scienza arriva ad una
svolta cruciale: Walter e Luis Alvarez (quest’ultimo
premio Nobel per la Fisica), scienziati dell’Università
di California, scoprono che un sottile strato di roccia,
la cui età coincide con l’epoca della fine
dei dinosauri, presenta una concentrazione elevata di
iridio, un metallo rarissimo sulla Terra, ma presente
nello spazio. Giungono così alla teoria secondo
la quale un enorme asteroide ha colpito la terra 65
milioni di anni fa, immettendo nell’atmosfera
un’immensa quantità di iridio. All’ipotesi
dell’impatto catastrofico, vari scienziati ne
hanno affiancate altre, tra cui quella del vulcanismo,
e cioè una enorme effusione di lava basaltica
avvenuta circa 65 milioni di anni fa, contemporanea
pertanto all’estinzione dei dinosauri. La risposta
a questo “enigma” continua ad appassionare
gli scienziati e pone comunque un interrogativo: se
i dinosauri fossero sopravvissuti, l’uomo sarebbe
mai comparso sulla Terra? Le ricerche svolte in questa
Gola hanno dunque aperto la via a delle ipotesi molto
interessanti e a nuovi indirizzi di ricerca, che forse
porteranno alla soluzione del mistero. La gola del Bottaccione,
un vero e proprio “scrigno del passato”,
offre anche delle testimonianze di tipo archeologico;
nella seconda parte del saggio, infatti, si parla diffusamente
dei tesori storici ed artistici di questa zona, che
comprende, tra gli altri, delle abitazioni paleolitiche
(la cosiddetta cittadella preistorica), il romitorio
di S. Ambrogio (convento del ‘300), e un acquedotto
medioevale.
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