| UNA
STORIELLA VERA
Quando si dice il senso del dovere.
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Agosto 1986. il prof. Walter Alvarez
invia il suo fidato collaboratore dell’Università
della California, Sandro Montanari, in Italia, in quel
Bottaccione, a prelevare ben 5000 campioni in sequenza
stratigrafica: pezzetti di roccia accuratamente classificati
e numerati per l’analisi continua dell’iridio
della Scaglia Rossa cretacica.
È un caldo asfissiante anche nella gola, dove,
invece, di solito, c’è un venticello rinfrescante.
Montanari boccheggia. Non ne può più.
Non ce la fa a lavorare a quella temperatura equatoriale
ad una quota piuttosto elevata. Tra sé e sé
sta meditando di abbandonare il campo.
Si siede per terra per riposarsi e sente sotto la mano
qualcosa. L’afferra.
Lì per lì sembra una specie di dado o
di rondella. Toglie la terra che ricopre l’oggetto
e scopre che si tratta di un anello che stranamente
all’esterno è di ferro e all’interno
d’oro.
Sulle prime pensa che si tratti di una di quelle “fedi
d’acciaio” che nel 1935 furono distribuite
agli italiani in cambio degli anelli nuziali donati
alla Patria in occasione della nota raccolta d’oro
promossa da Mussolini. Poi, a pensarci meglio, ritiene
che chi l’ha perduto per non dare via la sua fede
d’oro l’aveva fatta inserire all’interno
di una anello di ferro “falsificato” e l’avrebbe
così mimetizzato per non farselo portare via!
Montanari sente con il polpastrello che sulla parte
esterna di ferro dell’anello c’è
incisa una scritta. Pulisce meglio e vi legge il motto
fatidico: “Credere, obbedire e combattere”.
Ed esclama: «Deve essere un messaggio a distanza
di quel diavolo di Walter!! Ma tu guarda, uno non si
può riposare neanche un minuto!»
E torna, sudato, a raccogliere frammenti di roccia da
portare a Berkeley.
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