| CHI
ERA LUIS ALVAREZ (Nobel per la Fisica)
 |
Luis Walter Alvarez nacque a S. Francisco
nel 1911.
Laureatosi nel 1936 all’Università di Chicago,
lo stesso anno ricevette una cattedra all’Università
di California e nel 1954 entrò, come direttore
associato, al Lawrence Radiation Laboratory dello stesso
Stato. Nel 1969 fu nominato Presidente della Società
americana di Fisica.
Provata la cattura K di elettroni da parte dei nuclei
nel 1937, in breve tempo Alvarez ideò un metodo
per ottenere fasci di neutroni molto lenti. Poco prima
del secondo conflitto mondiale partecipò alla
scoperta della radioattività del tritio 3H, la
cui fusione avrebbe fornito gran parte dell’energia
della bomba termonucleare (fu il vice di Oppenheimer).
Proseguì quindi le sue ricerche sulle particelle
elementari e, successivamente, partendo dall’analisi
della “camera a bolle” di Glaser, si dedicò
alla messa a punto di camere a idrogeno sempre maggiori:
quella complementare nel 1953 tenne il primato per cinque
anni. Nel 1960 Alvarez annunciò la scoperta delle
prime nuove particelle dotate di vita media molto breve,
dette risonanze. Nel 1968 gli fu conferito il premio
Nobel per la Fisica. Dopodiché si dedicò,
in particolare, all’astrofisica collaborando ai
programmi USA di ricerca spaziale. Non fu solo un “teorico”
o un “docente”: fu sua, ad esempio, la realizzazione
dell’apparecchiatura elettronica per permettere
o guidare l’atterraggio di aeroplani in condizioni
di scarsa visibilità.
Luis Alvarez è stato uno dei più grandi
scienziati moderni e in America è considerato
una specie di “Leonardo dei nostri giorni”,
anche e soprattutto per la molteplicità dei suoi
interessi scientifici e pratici.
Fece parte di moltissime Commissioni Scientifiche.
Fu anche componente di una commissione chiamata ad indagare
sull’omicidio di John Kennedy.
È deceduto nel 1988.
|