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arte del legno
L'onnipresenza del legno ha avuto un peso enorme nella storia dell'arte italiana e una ricostruzione dell'artigianato del legno non può dimenticare i livelli di qualità raggiunti a Gubbio in età rinascimentale dalla produzione di mobili ed arredi lignei di ogni tipo e dall'impiego della difficile tecnica degli intarsi. Un breve, datato 22 gennaio 1334, composto da 22 rubriche, governava la corporazione dell'arte del legno che associava i maestri dei bottai, dei carpentieri, dei bastai, dei carradori, dei tornitori e di coloro che esercitavano l'arte della scultura lignea, dell'intaglio, dell'intarsio e del mobile. E' a questo artigianato che dobbiamo le stupende tarsie alla certosina, geometriche e pittoriche, ammirate o per il gusto della raffinata eleganza o per la sottile poesia del cromatismo o per l'austerità della composizione. Artefice dell'intero arredamento domestico e delle mobilie sacre dei secoli passati, l'arte eugubina del legno trova le sue migliori espressioni in portali, scanni di cori, inginocchiatoi, credenze, tavoli ad asso di coppe, a lira, a fratina, a capretta, a bandella, in cassoni nuziali, cassapanche, sgabelli, scrigni, seggioloni, sedie a pozzetto, a forbici, a Dantesca, a Savonarola, in studioli, madie, cassettoni e ribaltine. Il palazzo dei Consoli, i monasteri di clausura, la Cattedrale e le chiese, in particolare san Pietro e san Domenico, contengono opere dei maestri più rappresentativi di quest'arte: I Maffei Luca, Giacomo, Reccanato, Antonio e Giovan Battista, maestro Tommaso, maestro Giorgetto, Giuseppe Belli e Domenico Valli. La tradizione attribuisce a Terzuolo di Paolo di Senso, ebanista ed intarsiatore, varie ed importanti opere. Una colossale opera lignea, che poteva scaturire solo da chi aveva familiarità con il legno, è la boffe grande o dei Canonici: lunga 4 metri, ha il diametro minore di m. 2,90; l'usciolo è alto m. 1,76 e lo spessore delle doghe è di cm. 12. Non ha cerchi e le doghe sono tenute insieme da legni sagomati puntellati verso le pareti. Occupa tutto un ambiente ed il vino vi si versava attraverso un foro praticato nel pavimento, dal piano superiore. L'arte del legno, erede della tradizione e della regola dell'antica corporazione, è ancora viva ed è esercitata da valenti restauratori, intagliatori e falegnami. Non a caso esiste ancora l'Università dei falegnami e due scuole, una regionale e l'altra statale, raccolgono giovanissimi che si dedicano alla difficile arte della liuteria e del restauro del mobile e dell'arredo ligneo.

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