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palio della balestra
Tra le varie manifestazioni in omaggio al Patrono di Gubbio, Sant’Ubaldo, occupa uno spazio altrettanto importante il Palio della Balestra, una gara con l’antica arma medioevale, che si celebra in Piazza Grande nell’ultima domenica di maggio di ogni anno.
La balestra o balista, è composta da un arco di metallo fissato perpendicolarmente alla sommità di un fusto di legno chiamato teniere o “tiniere”. L'arco della balestra ha subito mutazioni sostanziali: prima era di legno o di corno, successivamente di strati di legno e di corno ed infine d'acciaio.
La corda veniva tesa con leve, mulinelli, martinetti, o col crocco (un gancio a tirare); trattenuta prima da un piolo, che tirato in basso faceva scaricare la corda, poi da una noce di legno duro, osso o metallo.
Con un particolare martinetto viene portata in tensione la corda che unisce le due estremità dell’arco. Quando il balestriere scocca il suo tiro, l’arco metallico libera istantaneamente tutta la potenza accumulata nel caricamento e scaglia il proiettile verso il bersaglio, detto “tasso” (un tronco di cono posto ad oltre trenta metri dalla postazione di tiro). Le frecce chiamate anche dardi, verrette, bolzoni, verettoni, quarelli o quadrelli, sono munite ai lati, per una parte della loro lunghezza, di due file di penne d'oca tagliate corte (per stabilizzarne il tragitto.
I balestrieri di Gubbio disputano il Palio dell’ultima domenica di maggio affrontando i loro colleghi toscani di Sansepolcro, in una tradizione ininterrotta documentata fin dagli ultimi anni del XV secolo. In queste due città, la disputa di un palio legato all’antica arte del tirare con la balestra, è rimasta sempre legata alla festa del Santo Protettore. I Palii di Gubbio e Sansepolcro sopravvissero così ai secoli: Gubbio infatti, ogni anno continua ad organizzare il suo Palio nell'ultima domenica di Maggio e Sansepolcro, rende ospitalità ai balestrieri eugubini nella seconda domenica di settembre.

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