Data: 07/11/2018

PROSEGUONO VERIFICHE E SOPRALLUOGHI TECNICI PER LO STATO DI SALUTE DEGLI ALBERI DI PIAZZA 40 MARTIRI. SINDACO STIRATI: PRIORITARIA INCOLUMITA’ PUBBLICA

Proseguono  anche nella giornata di oggi verifiche e sopralluoghi tecnici per stabilire lo stato di salute e la tenuta degli alberi, in particolare di quelli di piazza 40 Martiri, interessati dalla caduta accidentale di un  esemplare  il 29 ottobre scorso, a causa del maltempo e soprattutto del forte vento.  Incaricato  di eseguire una sorta di 'carotaggio' su 6 / 7 piante con uno strumento apposito,   è l' agronomo Fabio Cionco della coopertiva 'Sopra il Muro', per verificare stabilità e pericolosità delle stesse.  «Premesso che per fortuna nel nostro territorio  i danni sono stati davvero limitatissimi  - commenta il sindaco Filippo Mario Stirati – mi preme sottolineare che la nostra principale preoccupazione è quella della incolumità dei cittadini, evitando danni a persone e cose. La prevenzione nel caso del nostro patrimonio arboreo cittadino ha funzionato, grazie agli interventi effettuati negli anni passati, soprattutto in via Perugina, via Leonardo da Vinci, viale della Rimembranza e nella stessa piazza 40 Martiri, con investimenti onerosi di manutenzione fra l'altro tutti a carico del bilancio pubblico.  Ora per una valutazione attenta, è necessario un approfondimento  da parte di tecnici professionisti  in  piazza 40 Martiri,  predisposto dagli uffici comunali.  Indicazioni e valutazioni sono già arrivate  da alcuni esperti,   tra cui l'agronomo Ermanno Rossi della Comunità Montana 'Alta Umbria' e il biotecnologo Alvaro Standardi dell'Università di Perugia, secondo i quali  la salute delle piante sarebbe risultata abbastanza soddisfacente, anche se bisognosa  di adeguati interventi di potatura, soprattutto per ridurre lo sviluppo delle chiome e l'altezza. Va tenuto presente che gli alberi non hanno una vita eterna, ed esiste anche per  loro la senescenza e il termine biologico. Ciò che va persguito è un programma di reimpianto in sostituzione degli alberi sopressi ma va realizzato con specie  idonne e autoctone, che appartengono alla natura nel territorio e non con esemplari, come il pino marittimo usato in passato, del tutto incongrui ».