Data: 28/11/2019

PROGETTO “GENERAZIONI – SPAZI CHE GENERANO COMUNITÀ” – EVENTO INAUGURALE –NOTA IIS “CASSATA-GATTAPONE”

“Il nostro Istituto, beneficiario del finanziamento concesso per il Progetto “GenerAzioni – Spazi che generano comunità” e quale soggetto capofila della Rete, organizza l’evento inaugurale di presentazione ufficiale del Progetto il giorno venerdì 6 dicembre alle ore 12:00 presso l’Aula Magna del plesso “Gattapone” (via Paruccini – Gubbio). All’evento saranno presenti i Sindaci dei Comuni coinvolti, prof. Filippo Mario Stirati e dott. Fabio Vergari, i Presidenti delle Associazioni che sostengono il Progetto, i Dirigenti scolastici del territorio e il Presidente della FCRPG dott. Giampiero Bianconi. Al termine dell’iniziativa ci sarà un momento di convivialità proprio per consolidare questa sinergia di uomini e mezzi così importante per la nostra realtà.

La giornata proseguirà con un evento studio a partire dalle ore 15:00, aperto agli iscritti all’attività del Progetto ed alla cittadinanza tutta dal tema “Laboratorio teatrale intergenerazionale aperto”, a cura del Regista Riccardo Tordoni.

Di seguito un abstract del progetto stesso:

“GenerAzioni – spazi che generano comunità”

Finalità/Motivazioni

Mettere in relazione giovani e anziani e ricucire lo strappo che spesso viene a crearsi tra le generazioni, con un laboratorio lungo che è aperto a tutti, giovani, adulti, anziani. Oggi siamo nel bel mezzo di un vero e proprio mutamento antropologico dettato dalla potentissima rivoluzione tecnologica. Le parti sociali e gli individui sono soli, distanti e angosciati, quando non incattiviti e impauriti. Occorre trovare i punti di contatto. Occorre capire che quello che spinge un ragazzo a condividere la propria vita in un social è lo stesso bisogno che spingeva suo nonno a parlare, le sere d'estate, con i suoi coetanei. Occorre osservare bene su quali vuoti e su quali mancanze si sono inseriti i social. L'impulso a condividere una storia in Instagram è lo stesso che spingeva in passato gli adulti a incontrarsi tutte le sere nello stesso posto e parlare per ore. Il problema è il risultato. Il problema è che tale impulso non viene in alcun modo soddisfatto nell'atto di pubblicare un selfie o una frase. Quel bisogno, quel desiderio, quell'urgenza trovano piena soddisfazione solo nella relazione al presente, in presenza e compresenza. Questo territorio, è vero, ha numerose associazioni di vario tipo che cercano di arricchire la vita comunitaria, purtroppo tra le varie iniziative c’è poca comunicazione reciproca. Si è restii a mettersi in rete, le associazioni sono gelose (o orgogliose) delle proprie identità, c’è poca disponibilità allo scambio e alla cooperazione. Gli stessi luoghi di ritrovo sono spesso rigidamente separati per fasce d’età o per interesse: club per i giovani, associazioni culturali a tema e centri di vita sociale per adulti e anziani, società sportive o ricreative, parrocchie, pro-loco… Ciascuno secondo la propria linea meridiana, per dirla con il Censis, che, in una società granulare e frammentata come quella italiana di oggi, significa spesso costruzione di recinti difficilmente superabili. Come mettere veramente in relazione giovani e anziani? Non si tratta di negare ai giovani l'uso dei cellulari, ma di offrire loro qualcosa di meglio. Allo stesso modo non si tratta di offrire agli anziani una generica attività ricreativa per fargli passare un po' del tempo che gli resta, ma di offrire loro spazi e modi adeguati per riversare nella comunità la loro esperienza. E si tratta di assegnare agli adulti, tra giovani ed anziani, il compito di ricucire lo strappo.

Risultati attesi/Obiettivi

Scopo del progetto: far vivere insieme giovani, adulti e anziani appellandosi al teatro. Tutte le persone subiscono una trasformazione durante il percorso teatrale. Non diventano diverse, non cambiano. Piuttosto cominciano a somigliare di più a sé stesse. Il lavoro proposto richiede un doppio viaggio, un viaggio di andata e ritorno. Un viaggio di andata verso l'altro e di ritorno verso sé stessi. Non altrimenti possono avvenire scambi veri, né si può sperare di costruire una comunità più giusta, più sana e inclusiva. Non quindi integrare i margini, ma portare i margini stessi al centro. Questo l’obiettivo del progetto: da una parte i giovani, dall'altra gli anziani. I margini della vita: chi è arrivato da poco e chi tra poco se ne andrà. Sono due gruppi di persone che avrebbero molto da dirsi ma nel bel mezzo del ponte c'è una frattura: gli adulti. Il progetto vuole sanare quella frattura, vuole intessere la relazione tra i margini passando dal centro.

Altrimenti continueremo a parlare di due gruppi ben distinti: i giovani e gli anziani da una parte (gli "improduttivi"), gli adulti (i "produttivi") dall'altra. Come dire: i deboli e i forti. Coloro che subiscono e coloro che comandano. Quelli che reagiscono e quelli che agiscono. Obiettivo: generare azioni intergenerazionali. Mettere in contatto questi tre poli della società. Farli convivere, farli agire insieme, metterli nelle condizioni di offrire ognuno il proprio tesoro. Tre coordinate: x, y, z. Tre come quelle degli assi cartesiani nello spazio, se si vuole avere spessore. Tre come quelle che compongono il tempo: passato, presente, futuro. Anziani, adulti, giovani in una collaborazione duratura tra istituzioni e associazioni, in un luogo dove tutti volontariamente scelgono d’incontrarsi senza distinzione di ceto, di razza, di età, di genere: la scuola con la sua aula magna.

Destinatari:

Giovani, adulti e anziani di una zona più vasta di quella dei due Comuni e delle associazioni partner interessate ( Gubbio e Scheggia) coinvolgendo tutta la fascia dei Comuni a nord est di Gubbio (Sigillo, Costacciaro, Gualdo Tadino) dato che i giovani, studenti degli istituti superiori cittadini, provengono da tutta l’ampia zona pedemontana circostante, tra l’altro notoriamente depressa non solo economicamente, ma anche povera di stimoli e sollecitazioni culturali perché isolata, mal collegata e con popolazione anziana.

Metodologia

Realizzazione di un laboratorio teatrale intensivo in uno spazio-mondo-teatro, attrezzato per servire e aver cura dell’incontro tra giovani, adulti, anziani. Uno spazio comune, fisico e concreto, che sia “luogo” vivo e vissuto non solo nell’ambito di questo progetto, ma anche in vista di attività future. Un centro irradiante da cui testimoniare della vitalità e dell’energia che tutte le età hanno soprattutto se si rispettano, si parlano, si raccontano come avviene nello spazio scenico. Una zona franca dove le appartenenze non pesino al punto di limitare o negare il rapporto con l’altro, simile o diverso che sia; un crocevia e un luogo di scambio di esperienze diverse con diversi linguaggi, ricodificati ed espressi attraverso la parola detta, la parola letta, il movimento, il canto, la musica. In scena: appunto il teatro. E il gioco del teatro chiama non solo gli attori sulla scena, ma anche gli spettatori in sala, rieducandoli ad una percezione, ad uno sguardo e visione “altra”. In realtà ognuno è un po’attore e un po’ spettatore, nel rapporto essenziale e intimo tra il far vedere e il veder fare, tra l’agire e il percepire. Educare lo spettatore al vedere in prossimità, alla precisione dei gesti, alla presenza dei corpi riabitua alla concretezza della realtà, che non è l’astrattezza virtuale degli schermi, e predispone ai legami sociali.

Partners sostenitori: 1. Associazione Settimana del Libro di Gubbio: partner sostenitore con risorse economiche ed umane 2.         Università della Terza Età di Gubbio: partner sostenitore con risorse umane

  1. Associazione cultulare “Ad Ensem” Scheggia: partner sostenitore con risorse umane 4. Comune di Gubbio: partner sostenitore con risorse economiche e materiali, patrocinio, concessione utilizzo Biblioteca Sperelliana e altri luoghi pubblici, fornitura canali di comunicazione e pubblicizzazione. 5.    Comune di Scheggia: partner sostenitore con risorse materiali, attrezzature teatrali, utilizzo Teatro Scheggia e Abbazia Sant’Emiliano 6.  IIS Cassata Gattapone – Capofila di Progetto •  Personale interno: N 3 docenti volontari•Collaborazioni esterne".

 

                                                                                             Il Dirigente scolastico

                                                                                             David Nadery