Data: 20/07/2021

Torna Life in Gubbio, fra musica, teatro e voglia di bellezza

Questa mattina la presentazione del programma. Si parte il 5 agosto, il 3 settembre l’ultimo evento.

Il sindaco: “Una manifestazione di alto livello che ci permette di tornare alla socialità riappropriandoci dei nostri spazi”

GUBBIO (20/07/2021) – E’ nata nel 2007 e continua ad animare la città con spettacoli, ospiti ed eventi di altissimo livello “Life in Gubbio”, la manifestazione artistica ideata da Renzo Menichetti, Michele Afferrante e Filippo Mauceri. Questa mattina nella Sala Consiliare del Comune è stato presentato il programma per l’edizione 2021. Il marchio Life in Gubbio fa capo all’associazione Cantores Beati Ubaldi, che in collaborazione con il Comune di Gubbio e con il GAL Alta Umbria e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e di alcuni sponsor privati ha stilato un programma che mette insieme concerti, spettacoli teatrali e convegni di alto valore culturale.

“Torniamo – ha detto questa mattina in conferenza stampa Renzo Menichetti – con il desiderio e la ferma volontà di promuovere una manifestazione che siamo certi saprà contribuire all'offerta culturale e turistica della città di Gubbio, dopo le limitazioni e i divieti che hanno caratterizzato questo ultimo anno e mossi dall'esigenza di un ritorno alla vita “bella”, al gusto raffinato e al piacere della bellezza autentica”.

Life in Gubbio si articolerà nell'arco di un mese: si parte il 5 agosto per chiudere il 3 settembre. Il primo appuntamento prende ispirazione dall'VIII Centenario della morte di San Domenico di Guzmàn, seguiranno poi eventi di spettacolo, presentazione di libri, incontri e conferenze.

“Tra gli obiettivi del progetto - ha sottolineato Menichetti -  vi è certamente quello di rappresentare la volontà di rispondere positivamente ai cambiamenti indesiderati che stiamo vivendo per farne un trampolino verso un nuovo e migliore equilibrio. Anche una manifestazione culturale, infatti, può aumentare il senso di appartenenza di una comunità. Il nostro desiderio è quello di rivedere le strade affollate di turisti, di riscoprire i suoni che caratterizzano il pulsare della vita, della gioia di giocare, di stare insieme. E, nel farlo, vogliamo esaltare il senso e la forza della vita, ben sapendo che non c'è una risposta che sia valida per tutti”.

“Non posso che esprimere il più sentito apprezzamento - ha detto la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Cristina Colaiacovo - per il ricco e articolato programma presentato oggi. Nonostante le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, Life in Gubbio si propone al pubblico con artisti e personaggi autorevoli che torneranno ad animare luoghi del territorio eugubino di straordinario valore storico-artistico: un connubio tra la musica e il patrimonio architettonico che fa di questo Festival un valore aggiunto agli eventi estivi della città. Tra i vari comparti legati ad arte e cultura, quello degli eventi dal vivo è stato particolarmente colpito, e il fatto che si torni ad aprire al pubblico luoghi simbolo della nostra città è un segnale importante che, oltre a riconsegnare alla comunità spazi collettivi che raccontano il nostro grande e importante passato, testimonia il grande dinamismo di un settore che dietro le quinte non si è mai fermato e che deve essere tutelato e preservato in attesa di tornare al più presto alla normalità”.

Anche il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, si è detto “dello stesso sentire rispetto a tutto ciò che è stato sottolineato a proposito della riappropriazione dei luoghi della città attraverso la cultura, la musica, la danza, e più in generale la diffusione di bellezza. Si tratta di operazioni che fanno parte di una sorta di “intervento terapeutico” in un momento così difficile, nel quale c’è davvero un bisogno forte di tornare alla socialità e di riappropriarsi degli spazi cittadini. “Life in Gubbio” è un programma che sosteniamo con grande convinzione, nell’auspicio di trovare sempre di più connessione e integrazione tra tutte le proposte e a tutti i fermenti che ci sono in città”.