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GUBBIO (11/09/2026) - Non soltanto la memoria di una mostra, ma uno strumento destinato a continuare a raccontare il rapporto profondo fra san Francesco, Gubbio, l’arte e l’antica tradizione delle botteghe eugubine: è stato presentato giovedì 10 settembre, nella biblioteca del Convento di San Francesco, il catalogo della mostra “Francesco a Gubbio. Arte e spiritualità nella terra del lupo”, il percorso espositivo inaugurato lo scorso maggio nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco e visitabile fino a domenica 13 settembre. L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per tracciare un bilancio di un progetto che, al 31 agosto, aveva già superato i 16 mila visitatori, mettendo in rete spazi museali, luoghi francescani e patrimonio artistico cittadino attraverso una formula diffusa e un biglietto unico.
Un percorso francescano dentro la città
Ad aprire l’incontro è stato padre Marco Bellachioma, guardiano del Convento di San Francesco, che ha ricordato la scelta dei frati di mettere a disposizione dell’iniziativa numerosi spazi del complesso conventuale, fino alla biblioteca che ha ospitato la presentazione. Una scelta coerente con l’intento di rendere il progetto accessibile e “popolare”, nel significato più ampio del termine, coinvolgendo artisti e visitatori e facendo del convento uno dei cuori pulsanti dell’esposizione. La mostra, infatti, non è stata concepita come un'esposizione racchiusa in un unico edificio. Il percorso ha coinvolto Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Logge dei Tiratoi, Chiesa e Convento di San Francesco, San Francesco della Pace e Vittorina, trasformando una parte della città in un itinerario dedicato alla presenza e all’eredità francescana.
Proprio questo elemento è stato sottolineato dalla curatrice Cristina Galassi, intervenuta in collegamento: un modello di “museo diffuso”, nel quale il visitatore è chiamato a camminare, scoprire luoghi differenti e incontrare la città nel suo insieme. Un’esperienza resa possibile anche dalla collaborazione tra Comune, Diocesi e altre realtà coinvolte e capace di mettere in dialogo arte antica e contemporanea, patrimonio storico e linguaggi del presente.
Artisti e “artieri” raccontano Francesco
Uno degli elementi più originali del progetto è stato il coinvolgimento degli artisti, artigiani e “artieri” eugubini, come ha ricordato Ettore A. Sannipoli, curatore con Cristina Galassi della mostra. Pittura, scultura, ceramica, legno, ferro, cuoio e altre lavorazioni hanno composto un tributo corale a san Francesco, riaffermando la vitalità di una tradizione cittadina che affonda le radici nei secoli.
Il 2026 coincide, tra l’altro, con i 700 anni dal primo documento finora noto sulle università delle arti e dei mestieri di Gubbio, datato 1326. Il catalogo ricostruisce proprio questo legame fra le antiche corporazioni e le forme contemporanee dell’artigianato artistico, mostrando come materiali e tecniche tradizionali continuino ancora oggi a rinnovarsi.
Chiara Filippetti, autrice di uno dei saggi del volume, ha evidenziato la capacità della figura di Francesco di attraversare epoche e linguaggi differenti. A Gubbio questo rapporto assume un significato particolare: la tradizione ricorda infatti il dono della povera tonaca da parte dell’amico Spadalonga, prodotto delle mani di un artigiano. Otto secoli dopo, sono ancora le mani degli artisti e degli artigiani eugubini a restituire nuove forme alla memoria francescana.
Il catalogo, una memoria destinata a rimanere
Nel volume trovano spazio i contributi degli stessi Cristina Galassi, Chiara Filippetti ed Ettore A. Sannipoli, dedicati agli artisti contemporanei, al rapporto tra Francesco e Gubbio e alle arti applicate nella terra del lupo.
Il catalogo è corredato dalle fotografie di Gianluca Benedetti, con impaginazione di Gu.Fo. Comunicazione Visuale e layout di copertina di Visiona; la pubblicazione è edita da Mediavideo di Gubbio. Un lavoro editoriale che consegna alla città non soltanto la documentazione delle opere esposte, ma anche studi e riflessioni capaci di approfondire il rapporto fra arte, spiritualità, memoria e identità locale.
“Non è una mostra, è un percorso, un cammino, un itinerario”, ha sintetizzato il vicario generale della Diocesi di Gubbio don Mirko Orsini, sottolineando come il progetto abbia permesso a eugubini e visitatori di immergersi nella Gubbio francescana attraverso chiese, musei, monumenti e opere degli artisti del territorio. Il catalogo, ha aggiunto, custodisce “la nostra storia, il nostro lavoro, la nostra arte”, un patrimonio da mantenere vivo e trasmettere.
Anche l’assessore alla Cultura del Comune di Gubbio Paola Salciarini ha indicato nella collaborazione tra istituzioni, enti, artisti e comunità uno dei risultati più significativi dell’esperienza. Il catalogo, ha osservato, “non rappresenta quindi una semplice restituzione finale, ma uno strumento attraverso il quale continuare a parlare di Francesco e proseguire un cammino che le celebrazioni dell’ottavo centenario continueranno ad alimentare nei prossimi mesi”.
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Last update: 11 September 2026, 13:51