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Parco Ranghiasci riapre il 31 gennaio: al via una nuova fase di tutela e valorizzazione

Dopo gli interventi di messa in sicurezza torna fruibile uno dei luoghi più suggestivi del centro storico. Fondi intercettati grazie al bando FAI e interventi di restauro per restituire alla città uno dei suoi spazi più identitari

Data :

22 gennaio 2026

Parco Ranghiasci riapre il 31 gennaio: al via una nuova fase  di tutela e valorizzazione
Municipium

Descrizione

GUBBIO (22/01/2025) - Parco Ranghiasci riaprirà ufficialmente al pubblico sabato 31 gennaio, dopo la chiusura resa necessaria dagli interventi di messa in sicurezza legati allo stato di salute delle alberature. Un passaggio fondamentale, che consente oggi di restituire alla cittadinanza uno dei luoghi più suggestivi e identitari della città in condizioni di piena sicurezza e con la possibilità di scoprire nuovi e inediti scorci paesaggistici.

Realizzato alla metà dell’Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, con l’influenza del celebre paesaggista Matilde Hobhouse, Parco Ranghiasci ha introdotto a Gubbio il modello del giardino all’inglese, all’epoca del tutto originale per il contesto locale. Viali sinuosi, rampe elicoidali e cannocchiali ottici accompagnano il visitatore in un percorso visivo in continuo movimento, pensato per incorniciare scorci della città medievale: cuore simbolico del parco è il giardino del Tempietto, dominato da un’architettura neoclassica che esprime, anche attraverso il motto “Virtus omnia vincit”, l’identità familiare e civile dei Ranghiasci Brancaleoni. Dopo una lunga fase di decadenza seguita alla morte del marchese nel 1877, il parco è stato recuperato negli anni Ottanta grazie all’acquisizione da parte della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio. Negli ultimi anni, tuttavia, il degrado della componente vegetale e architettonica, aggravato da eventi climatici estremi, sta rendendo necessaria una nuova, urgente e importante azione di tutela.

La riapertura del 31 gennaio è stata possibile grazie a un accurato e approfondito lavoro di ricognizione fitosanitaria affidato all’agronomo Mauro Frattegiani, che ha analizzato lo stato di salute di 520 alberi, censendoli uno ad uno e individuando puntualmente le situazioni di rischio. Sulla base di questo studio, il Comune di Gubbio è potuto intervenire in modo mirato per la rimozione e la sistemazione delle criticità, garantendo oggi una fruizione sicura del parco.
La riapertura del parco segna anche l’avvio di una nuova fase di valorizzazione dello stesso, grazie a due importanti novità.

La prima riguarda la vincita del bando FAI “I Luoghi del Cuore” 2025, che ha premiato il progetto di riqualificazione presentato dal Comune di Gubbio.  Il progetto finanziato dal FAI  prevede un investimento complessivo di 25 mila euro e comprende il recupero del giardino del Tempietto, delle scarpate e delle strutture storiche, oltre alla messa a dimora di nuovi ippocastani lungo lo storico viale, puntando su sostenibilità e qualità paesaggistica.

La seconda novità riguarda l’avvio, già dal 12 gennaio, dei lavori di riqualificazione e restauro del Villino, per un importo complessivo di circa 150 mila euro, con conclusione prevista per giugno 2026. Gli interventi, affidati alla ditta Ikuvium, prevedono importanti lavori edili, tra cui il rifacimento degli infissi, dei pavimenti, l’impermeabilizzazione del piano terra e del primo piano, la diversa distribuzione degli spazi interni, la demolizione e il rifacimento dei tramezzi e dei servizi igienici.

La riapertura di Parco Ranghiasci segna dunque non solo la restituzione di un bene alla comunità, ma anche l’avvio concreto di un percorso di rigenerazione e valorizzazione di lungo periodo, fondato su competenze tecniche, capacità di intercettare finanziamenti e visione strategica per il futuro del patrimonio storico e ambientale della città. Un percorso che, con la riapertura del parco, segna un importante inizio, e che sta vedendo le strutture comunali e la componente politica lavorare insieme per garantire alla città il pieno recupero e la sostenibilità nel tempo di un’area storica importante, cara agli eugubini e preziosa per l’intera comunità. 

 

Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2026, 16:26

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