“Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra”

Inaugurata domenica 19 la grande mostra del duca Federico da Montefeltro, che si snoda attraverso Palazzo Ducale, Palazzo dei Consoli ed il Museo Diocesano
21/06/2022

Gubbio partecipa alle celebrazioni dei 600 anni dalla nascita del duca Federico da Montefeltro che ha avuto i natali, secondo più biografi, in questa città il 7 giugno 1422. Dal 20 giugno al 2 ottobre 2022 la grande mostra “Federico da Montefeltro e Gubbio. Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra” sarà ospitata nei tre luoghi espositivi più emblematici della città, il Palazzo Ducale, il Palazzo dei Consoli e il Museo Diocesano. L’esposizione, a cura di Francesco Paolo Di Teodoro con Lucia Bertolini, Patrizia Castelli e Fulvio Cervini, accende i riflettori su questo illustre personaggio della storia italiana, grande condottiero, capitano di ventura e uno dei principali mecenati del Rinascimento. L’inaugurazione della mostra è prevista domenica 19 giugno alle ore 15.30. La mostra ripercorre i momenti gloriosi vissuti dalla città di Federico e del figlio Guidubaldo, l’ultimo dei Montefeltro, dalla nascita del duca nel 1422 alla morte di Guidubaldo nel 1508. Diventa occasione per rileggere la storia di Gubbio tra la fine del Trecento e gli inizi del Cinquecento. Il percorso espositivo dà spazio, secondo ambiti peculiari, alle opere concesse in prestito da prestigiose istituzioni italiane e straniere nonché da collezionisti privati: manoscritti, dipinti, documenti, medaglie, monete, armi, armature, sculture, arredi. In particolare dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, che conserva l’intera biblioteca di Federico e dei suoi successori, giungono eccezionalmente quindici splendidi manoscritti (tra essi solo due facsimili), distribuiti fra le tre sedi. I natali eugubini di Federico sono avvalorati dalle sue stesse parole che, nel 1446, scrive che a Gubbio andavano il suo affetto e la massima intensità dei suoi sentimenti: «perché ve acertamo che lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra», frase che diventa anche motivo di titolo per la mostra. Federico, inoltre, fece edificare a Gubbio un proprio palazzo, integrandovi quelle che erano le sedi delle antiche magistrature della città umbra, abbandonate già nel 1321. Con una residenza in posizione urbica elevata e fronteggiante la cattedrale, ripropone la condizione del suo palazzo ad Urbino: poteri politico e religioso affiancati e l’uno in prosecuzione dell’altro. Sottolinea così, anche idealmente e in continuità con la memoria dei luoghi del potere, il suo dominio. Federico muore il 10 settembre 1482 e gli succederà il figlio Guidubaldo. La mostra è promossa dal Comitato nazionale per la celebrazione del sesto centenario della nascita di Federico da Montefeltro, Direzione Regionale Musei Umbria, Comune di Gubbio, Diocesi di Gubbio, Palazzo Ducale di Gubbio, Palazzo dei Consoli e Museo Diocesano con il contributo della Regione Umbria, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con Gubbio Cultura e Multiservizi e Festival del Medioevo. Il catalogo è di Silvana editoriale. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura. Il curatore Francesco Paolo Di Teodoro con Lucia Bertolini, Patrizia Castelli, Fulvio Cervini: «È con Federico da Montefeltro e con la costruzione del palazzo in “corte vecchia” che Gubbio diviene la seconda sede del ducato, una seconda capitale ricca di vestigia preromane e classiche. Un luogo dove Federico fa replicare lo studiolo – legando indissolubilmente il palazzo marchigiano e quello umbro – e dove la corte può trasferirsi e alloggiare godendo degli stessi privilegi e “comodità” di Urbino, ma lontano dalle ambasce politiche e militari. D’altro canto la città è un avamposto strategico, lungo la strada che unisce l’Adriatico al Tirreno, il baluardo occidentale del ducato e insieme luogo di diffusione della cultura “urbinate” in un entroterra crocevia di linguaggi artistici e letterari di differente ispirazione. Sono queste le ragioni forti e le motivazioni alla base della mostra di Gubbio in occasione del sesto centenario della nascita di Federico (1422-2022)». Ogni sede della mostra ospita un ambito peculiare con più sezioni che abbracciano nella totalità la figura celebre di Federico da Montefeltro. A Palazzo Ducale è raccontata la vita di corte, le vicende costruttive del palazzo e le arti a Gubbio nel periodo feltresco. Palazzo dei Consoli presenta una prima sezione dedicata al fare, guardare e pensare la guerra all’epoca di Federico da Montefeltro e un’altra alla cultura umanistica del duca. Al Museo Diocesano, infine, l’esposizione è dedicata alle scienze matematiche, astronomiche e astrologiche, particolarmente care alla corte e al duca. Se cuore della mostra è il Palazzo Ducale, allo stesso tempo contenitore ed esso stesso oggetto d’esposizione, un documento la chiude in maniera significativa e simbolica: la lunga lettera latina che Baldassarre Castiglione scrisse nel giugno 1508 «ad sacratissimum Britanniae Regem Henricum de Guido Ubaldo Montefeltro Urbini duce», annunciando la scomparsa dell’erede di Federico, ultimo del ramo diretto della dinastia marchigiana. “Federico da Montefeltro e Gubbio” è una mostra preziosa che trasmetterà al visitatore il fascino della scoperta di un personaggio dalla forte personalità, dal punto di vista storico e culturale. Un omaggio unico di Gubbio al grande duca Federico da Montefeltro. LE SEDI E LE OPERE IN MOSTRA PALAZZO DUCALE Il Palazzo Ducale di Gubbio, seconda residenza del duca d’Urbino, ospita il cuore della mostra, curata da Francesco Paolo Di Teodoro. In una prima sezione ritratti, medaglie e monete ricostruiscono visivamente la trama della rete di conoscenze e frequentazioni del conte, poi duca, dando conto della produzione dei maggiori medaglisti del XV secolo. Alle vicende costruttive del Palazzo sono dedicate due sezioni incentrate sulla figura dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini e sul suo ruolo al servizio del duca. Gran parte del suo lascito manoscritto, per la prima volta riunito, è presente in mostra, assieme ai testi che ricostruiscono il clima scientifico e culturale di riferimento, dal De architectura di Vitruvio all’Abaco di Piero della Francesca. Agli elementi architettonici del Palazzo e agli arredi originali tuttora presenti sono affiancati importanti prestiti, procedendo a una ricomposizione con apparati tecnologici e virtuali. Un’ampia sezione riguarda le arti a Gubbio da Guidantonio a Guidubaldo da Montefeltro, con preziosi fronti di cassoni nuziali, porte e manufatti intarsiati, dipinti preziosi di Francesco di Giorgio e collaboratore, di Ottaviano Nelli, di Jacopo Bedi, del Maestro della Charitas bentivogliesca, di Sinibaldo Ibi. Un’ultima sezione ruota attorno alla musica e agli strumenti musicali rappresentati nelle tarsie dello Studiolo, accompagnati da alcune ricostruzioni e dalle Muse musiciste di Giovanni Santi. PALAZZO DEI CONSOLI Il Palazzo dei Consoli è sede di due sezioni della mostra che intrecciano le “lettere” e le “armi”, nella convinzione che questi due fondamentali campi dell’attività di Federico, e del suo essere uomo di governo, siano di fatto inseparabili. Sono curate da Fulvio Cervini e Lucia Bertolini. La prima sezione riguarda Federico uomo d’arme, con un focus sul ruolo di condottiero delineato attraverso una selezione di armi da offesa e difesa, comprese quelle artiglierie di cui il duca fu grande coltivatore; ma anche trattati d’arte militare, sculture e dipinti, come la splendida Battaglia di Pidna prestata dal Musée Jacquemart-André di Parigi, attribuita al Verrocchio, o il grandioso Martirio di San Sebastiano di Luca Signorelli. L’esposizione vuole restituire complessità e contraddizioni di una civiltà in cui fare la guerra è importante quasi quanto raccontarla e rappresentarla. La seconda sezione inerisce alla cultura umanistica del duca vista però prescindendo dal mito successivo del principe umanista (o meglio ricostruendone la formazione). Assume come punto di vista la città umbra e il suo clima culturale intorno al quale matura l’acquisizione delle celeberrime Tavole Eugubine da parte del Comune di Gubbio nel 1456 forse proprio su sollecitazione di Federico quali testimonianza dell’“antichità” del territorio sottoposto alla sua giurisdizione. È così che la sezione è introdotta dalla cultura a Gubbio nel Trecento e il culto di Dante. Seguono poi le opere dei maestri Vittorino da Feltre e Guarino Veronese, quindi la poesia amorosa – classica e volgare – frequentata anch’essa da Federico sia in qualità di lettore sia di committente. MUSEO DIOCESANO Il Museo Diocesano ospita la sezione, curata da Patrizia Castelli, dedicata alla spiritualità di Federico in rapporto con i suoi interessi astrologici. La formazione culturale di Federico si basa anche sulla conoscenza delle opere di matematici, astronomi e astrologi della tradizione greca ed araba e contemporanea. La presenza nella biblioteca ducale di numerose opere su queste materie e di due astrologi stipendiati, Jacopo da Spira e Paolo di Middelburg, «principe degli astrologi» e riformatore del calendario, testimoniano la febbrile stagione di interrogazioni e pronostici (presenti in mostra) dove viene dato conto degli eventi dell’anno in corso e della vita degli uomini illustri. Significativa è la presenza di strumenti scientifici e matematici negli Studioli di Urbino e Gubbio, dove acquistano un particolare valore l’astrolabio e la sfera armillare (esemplari in esposizione) che dimostrano l’attenzione rivolta verso l’osservazione dei moti celesti. Nella sezione sono raccolti una scelta di manoscritti, incunaboli, strumenti astrologico-astronomici e persino amuleti, la cui presenza nella corte urbinate è attestata attraverso la Pala di Brera e la Madonna di Senigaglia di Piero della Francesca.

COORDINATE MOSTRA

Titolo: “Federico da Montefeltro e Gubbio. Lì è tucto el core nostro et tucta l’anima nostra”

Sedi: Palazzo Ducale, Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano – Gubbio (Pg)

Data: 20 giugno – 2 ottobre 2022 Inaugurazione: 19 giugno 2022, ore 15.30

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 19. Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura (ore 18.30). Saranno previste aperture straordinarie in occasione di eventi e festività.

Biglietto unico Mostra + Musei: Intero € 12; ridotto A € 8 (cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 ed i 25 anni; cittadini non comunitari di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, a condizione di reciprocità nella riduzione; gruppi di almeno 15 unità; convenzionati); ridotto B € 3 (ragazzi tra 6 e 18 anni). In occasione della prima domenica del mese, secondo l’iniziativa e il calendario promosso dal MiC, sarà consentito l’ingresso nelle tre sedi museali con il biglietto ridotto A per tutti, tranne per le categorie a cui spetta il ridotto B e il gratuito. È possibile acquistare il biglietto online sul sito di mostra > www.mostrafedericogubbio.it.

Per informazioni: Ufficio IAT Gubbio tel. 075 9220693 – info@iat.gubbio.pg.it

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Ultimo aggiornamento
21/06/2022